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AFFARI TOSSICI E TTIP

 COME LA LOBBY INDUSTRIALE HA BLOCCATO L’UE SUGLI INTERFERENTI ENDOCRINI [22 Maggio 2015] Secondo quanto emerge da un’inchiesta realizzata da Corporate Europe Observatory (Ceo) e dal giornalista Stephane Horel, la lobby delle grandi compagnie chimiche si sarebbe mobilitata per bloccare l’adozione da parte dell’Ue di misure relative agli interferenti endocrini, le sostanza chimiche che alterano il sistema ormonale (endocrine disrupting chemicals – EDC) dell’uomo e di moltissime specie acquatiche. Il rapporto A toxic affair – how the chemical lobby blocked action on hormone distrupting chemical, rivela come le corporations e i loro gruppi di pressione abbiano utilizzato diverse tattiche del lobbyng playbook: allarmismo, discredito delle prove, tattiche dilatorie ed i negoziati in corso per la Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) per tenere sotto pressione politici e finzionari europei. Gli EDC sono presenti in prodotti di uso quotidiano: dai cosmetici, ai tappeti, dai computer ai pesticidi, dalle materie plastiche ai materiali da costruzione. A causa della loro capacità di interagire con i sistemi ormonali degli organismi viventi, sono sospettati di avere gravi ripercussioni sulla salute e sull’ambiente. L’esposizione a queste sostanze è stata collegata a malattie come i tumori alla prostata, al seno ed ai testicoli, all’infertilità, ad anomalie dei genitali, a problemi nello sviluppo cerebrale, al diabete e all’obesità. Un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’United Nations Environment Programme (Unep) già nel 2012 aveva definito gli EDC “Una minaccia globale”. Ceo e Horel puntano il dito contro i gruppi di lobby che rappresentano l’industria chimica, i produttori pesticidi ed anche produttori di materie come CEFIC (European Chemical Industry Council), ECPA (European Crop Protection Association) e multinazionali europee... read more

Marea nera in California

Marea nera in California inquinato il paradiso dei surfisti e della fauna. Sono passati 46 anni, da quando una piattaforma petrolifera offshore, sversò 3 milioni di galloni di greggio nel Santa Barbara Channel. Da 46 anni, in California non si verificava un incidente petrolifero di questa portata, eppure molti se lo aspettavano e lo temevano. Fortunatamente, si tratta di una marea nera molto più ridotta di quella che allora sterminò migliaia di uccelli e mammiferi marini e dette un’ulteriore spinta alla nascita del movimento ambientalista statunitense; di fatto, anche i 105.000 galloni di petrolio finiti nel mare diRefugio State Beach, un paradiso per la fauna selvatica ed i surfisti, ha provocato rabbia e frustrazione tra i residenti e gli ambientalisti che da tempo denunciavano la possibilità che si ripetesse un disastro come quello del 1969. Salud Carbajal, Santa Barbara County Supervisor, ha detto al Los Angeles Times che questo sversamento ” ricorda i pericoli di questa industria”. Da ieri la US Coast Guard, ha schierato una mezza dozzina di navi antri-inquinamento per cercare di contenere il petrolio con barriere galleggianti e panne- Squadre di operai e volontari sono al lavoro per rimuovere catrame e petrolio dalla sabbia e dalle scogliere. La marea nera è stata provocata dalla rottura di un oleodotto da 24 pollici che ha sversato greggio in mare per diverse ore, prima che qualcuno si accorgesse di cosa stesse accadendo. Intanto il petrolio scorreva attraverso un canale sotterraneo e finiva direttamente in mare. A rompersi è stato un oleodotto della Plains All American Pipeline, lungo 11 miglia, che trasporta circa 150.000 barili al giorno e che collega... read more